Lamento di un filosofo
Ho minga legiù i liber del Carlo Marx
per mi in tropp pesant
in cumé i sass
ma pensi che'l disaria dopu tanti ann
Pruletari de tutt el mund
ghiì da scusam
Se le vera cumè che le vera quel che suced
all'ovest e a l'est
sem cunscia per i fest
alura nun uperari sem cundanaa
per semper a lauraa
e a ves sfrutaa
lunedì 13 maggio 2013
domenica 12 maggio 2013
ministoria. normale servizio di un accompagnatore
Un volontario della Croce Azzurra accompagna una Signora ad una visita.
Già questo ci sconcerta: le scritte in inglese: non è per provincialismo
ma è possibile che non si possano mettere tutte le scritte ben chiare in italiano ?
Non appena il personale dell'info-point (che sarebbe l'ufficio informazioni per intenderci) vede la signora che accompagno arrancare e respirare con fatica, chiama subito un volontario che prende una carrozzina e da questo momento (8.20 del mattino) ci accompagna per i meandri dell'ospedale.
Prima tappa dunque lo sportello del reparto per l'esame: iniziano i problemi perché ci sono due code e nessun "numerino" da prendere e tanto meno c'è un diplay con indicato a chi tocca. Così le persone (spesso malmesse) devono stare in piedi in fila mentre le poltroncine della sala d'attesa sono vuote. Fatta la coda (20 minuti), l'unica impiegata allo sportello sentenzia che ci sono da pagare 84 € per l'esame. La signora protesta che lei ha l'esenzione. L'impiegata mostra la ricetta e dice che l'esenzione non è indicata sulla ricetta. La signora, sempre più alterata, fa presente che la ricetta è stata fatta da un medico dell'ospedale di Legnano per un suo ricovero d'urgenza due giorni fa: si tratta quindi di una dimenticanza del medico. L'impiegata ribatte che allora deve scendere in Pronto soccorso e farsi aggiungere l'esenzione sulla ricetta (un semplice codice). Accompagno con il volontario che ci fa strada la signora, sempre più contrariata, al Pronto soccorso dove il volontario si fa portavoce della signora chiedendo ai medici presenti di fare quella modifica sulla ricetta. Nessuno dei medici presenti al Pronto soccorso si prende la responsabilità di variare la ricetta pur constatando che la signora dispone della certificazione sull'esenzione. Sostengono i due medici presenti che occorre chiedere al collega che ha firmato il certificato che però prende servizio nel pomeriggio dalle 14,30.
Si torna in reparto senza nulla in mano e sperando di pietire comunque l'impiegata che alla fine "cede" e indica sulla ricevuta di pagamento che la "pratica" è in attesa di definizione e così, chiedendo se c'è ancora la possibilità di fare l'esame, si scende finalmente (ore 11) nell'ambulatorio per l'esame.
L'attesa dura più del previsto (1 ora e 15 minuti) e poi l'esame altri 45 minuti. Finalmente l'esame è eseguito ora bisogna tornare la prossima settimana un giorno per ritirare l'esito e un'altro per fare la visita specialistica. Ringraziamo per la cortesia il volontario senza del quale non ne saremmo mai usciti vivi e dopo aver fatto il tragitto (interminabile) inverso fino alla macchina, arriviamo a Buscate alle 13. Eravamo partiti alle 7.45
Tratto da Buscateblog
sabato 11 maggio 2013
Ministoria. Allo stesso prezzo
Sua
mamma era una bella donna quando passava in paese gli uomini
consumavano gli occhi. Era bella e ben vestita, sempre.
C'era
un negozio a Busto dove andava e tornava sempre ben vestita e a buon
mercato. Un giorno ci andò anche lei e disse al proprietario che
voleva anche lei dei bei vestiti come sua mamma e allo stesso prezzo.La fece accomodare, la fece svestire e cominciò a provare. Poi ci fu la biancheria intima,da provare.
In principio aveva vergogna a mettersi nuda ma credeva che il prezzo da pagare fosse quello.
Poi lui chiuse la porta con la chiave e usarono una branda che c'era in fondo.
Allo stesso prezzo? Disse lui. Si, rispose lei.
Quando tornò, con un borsone di roba la mamma disse: che roba è ? Dove sei andata a prenderla ?
Dove vai te ! Allo stesso prezzo !
venerdì 10 maggio 2013
Masterplan 2
Secondo incontro nella simpaticissima Biblioteca Comunale di Nosate, anfitrione Maurizio Casati, conduttore della serata il ferratissimo Walter.
Le impressioni verranno esternate nella terza serata, giovedì della prossima settimana. Numerosa quantità di dati, completi fino alla noia, ma che ti entrano in testa.
Giovedì, sentiremo le osservazioni dei convenuti. Io ne ho tre o quattro molto pepate, per svegliare l'ambiente. Speriamo di non litigare.
(parlerò di politica)
giovedì 9 maggio 2013
il presidio
Il presidio era
un luogo speciale. Di un'atmosfera particolare,un specie di corpo
mistico di forte densità, costituito da un 'unico pensiero, una
fusione spirituale di tutti coloro che,con qualità e difetti,dal 5
agosto avevano tenuto lontana la discarica. Un punto di fuga molto
utile per movimenti, anche non Lombardi. Come il disegnatore che si
appresta a fare un quadro deve avere un punto dove tutte le linee
convergono,anche i diversi movimenti che nascevano in quei
giorni,usavano il Presidio come riferimento.
Molti,troppi di quei personaggi non ci sono più, e si allarga il loro posto nel mio cuore.
Il Presidio era una vera famiglia, se qualcuno andava all'ospedale si andava a visitarlo,se c'erano dei problemi in casa tutti ne erano coinvolti. Alla stessa maniera chi non veniva mai al presidio era pensato come un alieno. Poi c'erano i nemici, favorevoli alla Discarica. E i Partiti favorevoli alla discarica e i Partiti contrari.
Molti,troppi di quei personaggi non ci sono più, e si allarga il loro posto nel mio cuore.
Il Presidio era una vera famiglia, se qualcuno andava all'ospedale si andava a visitarlo,se c'erano dei problemi in casa tutti ne erano coinvolti. Alla stessa maniera chi non veniva mai al presidio era pensato come un alieno. Poi c'erano i nemici, favorevoli alla Discarica. E i Partiti favorevoli alla discarica e i Partiti contrari.
E
chi era di un Partito veniva classificato pro o contro. Mi ricordo di
uno venuto in visita una mattina,un ex Sindaco DC, a cui ho fatto
lavare delle padelle di alluminio che ero stufo di vedere sotto al
bruciatore. E, mi spiace dirlo, adesso mi guardo in giro e vedo delle
note stonate, come un quadro con dei colori sbagliati,TUTTI i
presidenti degli
Enti che fanno parte della Pro Loco meno uno: Egidio D'Adda, nessuno
di loro ha partecipato alla lotta alla discarica, va bene era vent'anni fa e qualcuno era bambino,ma le loro famiglie c'erano,nessuno
di queste famiglie ha partecipato. Gli attuali rappresentanti
culturali e sportivi sono cresciuti in un brodo di cultura non
adatto a dare dei rappresentanti degni di una lotta come quella fatta
dai Buscatesi cresciuti in brodo assai più densamente
democratico,che ha dato degli autentici combattenti. E' un dato
curioso: nessuno degli attuali Presidenti,e nessuno dei loro
famigliari, ha partecipato alla Lotta. Come tutti i dati, dovrebbe
essere analizzato,non per chiedersi il perchè ma per collocare il
dato in una statistica, e le statistiche servono per capire molte
cose. Io non tento di capire le cose di Buscate, è fuori dalla mia
portata, sono successe tante cose e di queste cose non ne ho capite
neanche una. Forse qualcuno con una brillante intelligenza può
tentare l'operazione,non certamente il sottoscritto che bisogna
prima stabilire se ha un' intelligenza. Ma per fare quello che è
stato fatto non ci voleva una grande intelligenza,ci voleva una
famiglia giusta con dei valori saldi, con l'acqua abbastanza per far
crescere un/a combattente di quelli che ogni tanto occorrono,e
che occorrerebbero anche in campo nazionale,ma questa è un'altra
storia. Analizzando freddamente il dato, il nostro paese è in mano a
degli Amministratori che hanno a cuore certamente delle cose giuste ma non,
tanto per fare un piccolo elenco: asfaltare le strade, assistenza
agli anziani, assistenza ai disoccupati, cura e difesa del verde,
progetto dell'area”fondo cava” di proprietà della comunità, una
trattativa definitiva della Villa Abbiate, adozione di un Difensore
Civico, formazione di una Commissione per lo studio del problema
droga(quanti sono i tossici,quanti iscritti al SERT, quanti iscritti
al fascicolo indagati per spaccio, quanti per estorsione alle
famiglie,quanti detenuti),dove spacciano qua a Buscate e chi.
In
quel brodo di cultura cresceva di tutto: anche le erbacce, ma anche
delle querce, che hanno salvato il paese. Facciamo mente locale un
attimo a se si faceva la discarica: qualcuno avrebbe fatto
carriera, politica, o in RAI o MEDIASET,( è quello che offrivano in
trattativa privatissima, perchè venivano a casa, ai “capi della
rivolta”) ma si potevano contare su una mano, lavoro in discarica
non era neanche da pensare perchè servivano due/tre
persone si e no, c i sarebbe stata la puzza che entrava nelle case
nelle cucine ,nei letti, ci sarebbero stati dei super topi grossi
come gatti ma da cui i gatti scappavano, ci sarebbero stati stormi
di cornacchie che avrebbero oscurato il cielo il cui guano avrebbe
ricoperto il paese,le donne non avrebbero potuto stendere i panni ad
asciugare per via del guano, le case avrebbero perduto di valore, il
paese intero avrebbe perso di valore. Il continuo, incessante,
traffico dei camion che trasportavano rifiuti di Milano, a cui
magari si sarebbe aggiunto qualche altra città, sarebbe stato
continuo, giorno e notte, che , oltre al rumore, avrebbe portato grande
inquinamento. Ma l'inquinamento maggiore sarebbe stato l'inquinamento
mafioso. Si sa per certo che la ditta aggiudicatosi l'appalto era una
ditta mafiosa, e con la discarica funzionante sarebbe stata la
padrona del Paese, poi la discarica si sarebbe ampliata , soci la
Provincia e la Regione.
Il
lavoro sarebbe stato facile da trovare: era sufficiente andare con
il cappello in mano da chi di dovere e il lavoro era sicuro. E'
questo che vogliono i Cittadini di Buscate? Siamo sicuri?
mercoledì 8 maggio 2013
Addio Lugano bella
Canto Anarchico.
Autore ignoto.
Addio Lugano bella
o dolce terra pia
scacciati senza colpa
gli anarchici van via
e partono cantando con la speranza in cuor
Anonimi compagni
amici che restate
la Verità sociali
da forti propagate
è questa la vendetta
che noi vi domandiam
Scacciati senza colpa
andrem di terra in terra
a predicar la pace
ed a bandir la guerra
la pace agli oppressi
la guerra agli oppressor
Ed è per voi sfruttati
per voi lavoratori
che siamo ammanettati
al par dei malfattori
eppur la niostra idea
è solo idea d'amor
E tu che ci discacci
con una vil menzogna
repubblica borghese
un dì ne avrai vergogna
e insulti la leggenda
del tuo Guglielmo Tell
Elvezia il tuo governo
schiavo d'altrui si rende
di un popolo gagliardo
le tradizioni offende
di questo t'accusiamo
in faccia all'avvenir
Addio cari compagni
amici luganesi
addio bianche di neve
montagne ticinesi
i Cavalieri erranti
son trascinati al nord.
Autore ignoto.
Addio Lugano bella
o dolce terra pia
scacciati senza colpa
gli anarchici van via
e partono cantando con la speranza in cuor
Anonimi compagni
amici che restate
la Verità sociali
da forti propagate
è questa la vendetta
che noi vi domandiam
Scacciati senza colpa
andrem di terra in terra
a predicar la pace
ed a bandir la guerra
la pace agli oppressi
la guerra agli oppressor
Ed è per voi sfruttati
per voi lavoratori
che siamo ammanettati
al par dei malfattori
eppur la niostra idea
è solo idea d'amor
E tu che ci discacci
con una vil menzogna
repubblica borghese
un dì ne avrai vergogna
e insulti la leggenda
del tuo Guglielmo Tell
Elvezia il tuo governo
schiavo d'altrui si rende
di un popolo gagliardo
le tradizioni offende
di questo t'accusiamo
in faccia all'avvenir
Addio cari compagni
amici luganesi
addio bianche di neve
montagne ticinesi
i Cavalieri erranti
son trascinati al nord.
lunedì 6 maggio 2013
il Marinone
Per fare il Marinone bisogna essere in due,i primi 500 metri li posso fare anche da solo, e ogni tanto li facevo per andare a prendere l'acqua alla fontana del Runcas, così chiamata per un grosso cespuglio di Runcas che vive proprio sopra la fontana. Che non è una fontana ma una polla d'acqua che sgorga copiosa sulla riva del Marinone. Fino a quella sorgente ci arrivavo anche da solo,ma era dura, per andare oltre bisognava essere in due. Se si trovava un'altro rampone si spuntonava in due e si riusciva, se no, con la corrente che c'era,bisognava scendere e tirare la barca,nei punti difficili.
Dopo
la grande curva il Marinone tirava diritto,in mezzo ai boschi di
castagno dove si andava a fare castagne, piccole ma buone. E lì
riposava ogni tanto in slarghi,in invasi che erano il paradiso dei
pescatori con trote iridee,pesci persici, e Temoli. Ma quasi nessun
pescatore conosceva questi posti, e poi bisognava andarci in barca
facendo gran fatica. In questi slarghi c'erano delle piccole
spiaggette, a cercarli dei gamberi grigi che a farli cuocere
diventavano rossi.
Prima
che morisse ci andavo con mio padre.
Dopo
ogni slargo una rapida, da risalire tirando la barca con i piedi
nell'acqua e i sassi scivolosi che ti rompevano le caviglie.
Posti
meravigliosi.
Alla
destra una terra di mezzo, fra il Marinone e il Naviglio, che lì è
asciutto per il canale industriale che ha preso la sua acqua per fare
andare la Centrale di Turbigo,quella vecchia, e poi darla indietro
indietro con il Regresso. Alla sinistra il Turbigaccio che è un
isola formata dal Marinone e dal Ticino, abitata e coltivata, con
campi di mais e allevamenti di bovini e di suini.
Tecnicamente
il Marinone è un canale artificiale perchè ha le porte,ma a chiudere
le porte 50% di acqua scende lo stesso,per le sorgenti che danno
un'acqua fresca e pura che attira i pesci nobili del Ticino. Il
Temolo si trova solo nel Marinone. IL Temolo, a vederlo fuori è
marrone ma in acqua è nero ed è un pesce velocissimo: appena tocchi
l'acqua è a venti metri di distanza, è l'unico pesce che se lo
tocchi con la mano poi la mano sà di melone. In quel tratto il
Marinone va diritto ma come un fiume: diritto ma sinuoso. Ad un
certo punto le piante si incurvano e formano una galleria, come certi
viali con gli olmi e l'acqua cheta sembra asfalto e si vede la fine
come in fondo a un tunnel. Poi si apre e li c'è il guado,usato per i
veicoli che vanno al Turbigaccio. 200 metri più avanti un ponticello
di corda che si libra sopra la testa oscillando sopra di noi.
![]() |
| Foto Buscateblg |
Più
avanti di poco, non si vede ma si sente, l'abitazione con le stalle.
Andando avanti boschi. A destra e a sinistra boschi di rugura e
qualche nocciolo, qualche runcas, qualche rara pianta di
Zizurliti.
Sottobosco di lamponi e more.
Sottobosco di lamponi e more.
Dalla
terra di mezzo venivano dei rivoli di acqua di sorgenti nel bosco,
dei fili di acqua chi si aggrovigliavano serpeggiando tra radici
erba e muschio.
Il
Marinone ti impegnava sempre con la corrente del dislivello, ma la
sfida era bella, contro un campione nel pieno della sua bellezza.
Quando
si era quasi stanchi finalmente si arrivava alle porte. Sempre veniva
il dubbio se alzare la barca al di là della porta e scendere sul
Ticino o rifare il Marinone in discesa.
Vinceva
il Marinone, e scendere era troppo bello, stando attenti ai sassi
sporgenti che ti avrebbero rovinata la barca.
E
rivedevi un film al contrario, ma più bello.
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