lunedì 10 giugno 2013

Chi vuole privatizzare l'acqua dovrebbe dimostrare di averla inventata, di essere titolare delle nuvole, della neve, del vapore acqueo che sale dagli oceani».
ERRI  DE  LUCA

zuppa di cipolle


Le seguenti dosi sono per 5 persone.

Pane,grammi 250

gruviera grattato g. 80

uova frullate N. 3

burro g. 50

parmigiano grattugiato g. 40

cipolle bianche grosse N. 2

brodo di carne ben fatto 1 litro e mezzo



Tagliare a fette sottili le cipolle e mettetele al fuoco con il burro,quando cominciano a prendere colore tiratele a cottura con il brodo per poterle

passare bene al setaccio,poi mescolate il passato nel restante brodo per

bagnare la zuppa.

Il pane,tagliato a fette o a dadini,va arrostito e collocato a strati nella zuppiera

o nelle ciotole individuali, conditelo via via colle uova,il gruviera e il parmigiano. Per ultimo versate il brodo bollente e mandate in tavola.
 
 
Tre quattro  bottiglie  di Mezzomerico  saranno il giusto  tocco 
per  un  piatto  di alta  cucina. 

proverbio francese

Alzarsi  alle  sei, far  colazione alle  dieci
Pranzare  alle sei, coricarsi  alle dieci
Fa vivere  l'uomo  dieci volte  dieci.

domenica 9 giugno 2013

terrone è meglio


Vorrei essere un terrone, un terrone è meglio.

Un terrone ha una cultura superiore, una vera cultura: attaccamento alle tradizioni, alla propria terra, al dialetto. Per l'onorabilità,per il valore alla parola data, ad una stretta di mano. Per le cose non scritte perchè non ce né bisogno, per le usanze le tradizioni, per la loro cucina,per il loro matrimonio, per il loro modo di essere.
Vorrei essere terrone, almeno un po'.
Non in tutto però. Ci sono cose sbagliate nella loro tradizione,usanze che condanno
fermamente: la prima è l'omertà: non parla nessuno perchè c'è qualcuno che parla per tutti.
Poi ci sono usanze che si ritorcono contro la povera gente.
Nel primo dopoguerra abitavo a Castano e una trentina di famiglie erano l'avamposto
di un più grosso insediamento nel paese. C'era un individuo che aveva sempre il cappello in testa che ritirava le pensioni di tutti i suoi paesani, trovava e trattava i posti di lavoro per loro, un assistente sociale, in cambio riceveva delle piccole
percentuali sulle pensioni e sulle operazioni bancarie, Diceva come votare e dava consigli in generale. In quei tempi c'era il Bar Impero, pressapoco dove c'è la Posta
adesso, e il proprietario, Salvatore, era calabrese pure lui ma di un'altra zona, un giorno l'individuo con il cappello entrò con altri due e comandò tre bicchieri di vino, di quello buono non della spina. Salvatore andò in cantina e prese una polverosa bottiglia di aceto la pulì ben bene, come se fosse un Barbaresco del 38 e riempì i tre bicchieri. Gli altrii due non bevvero ma quello con il cappello lo bevve fino all'ultima goccia.


Non andò più al Bar Impero.
Le usanze sono dure a morire. A Buscate una signora, abituata a primeggiare al suo
paese di origine e ancora adesso quando arriva per l'annuale raccolta delle olive,
è riverita da famiglia bene qual'è. Questa SIGNORA vende delle erbe curative(dice
lei) a 700 € alla botta. Aspetta le donnette che vanno all'ambulatorio di piazza della Filanda e gli propina il suo Elisir, con facilitazioni di pagamento con ratei, e si dimentica di dire che, mischiato alle cure che stanno facendonaeo, può far male.
Quando capita che fa male, la signora mette a posto le cose con un paio di telefonate minacciose alla malcapitata perchè non parli.

Mi metto l'animo in pace: rimango Lombardo.

Anche se non mi piace.

sabato 8 giugno 2013

ma mi


Serum in quater cul Padula

el, Rudulf el Gaina e peu mi

quater amis quater malnat

vegnu su insema

compagn di gat



Em fa la guera in Albania

peu su in muntagna

a ciapà i rat,

negher tudesc de la Wermact

me fa muri dumà a pensàgh.

M'han catà in un imbuscada

pugn e pescià e una fusilada.



Ma mi, ma mi , ma mi,quaranta dì,quaranta not

a san Vitur a ciapà i bott

durmi de can pien de malann.

Ma mi, ma mi , ma mi, quaranta  di, quaranta not

sbatu de su sbatu de giò

mi sun de quei che parlen no.



El cumisari una matina

'l me manda a ciamà li per li

-noi siamo “accà” non sente nessun

el me diseva sto brutt terun-

e i tuoi compari noi gli pigliasse senza di te

ma se parlasse io firma accà.

Il tuo condono la libertà.

Fesso tu se se resti contento

di stare chiuso solo qua dentro.



Sum sarà sù in sta ratera

piena de nebia de frecc e de scur

sota sti mur passen i tram

fracass e vita del me Milan

el coer se string, ven giò la sera

me senti mal stu minga in pé

cuscia in dun cantun

ma paer de vess propi nissun

l'è pec che i guera sta in su la tera

la liberta la var 'na  spiada

GIORGIO  STRHELER

su una  vecchia  musica  della periferia  milanese

venerdì 7 giugno 2013

6 Giugno Masterplan

Serata  molto interessante quella  del 6 Giugno dedicata ai  problemi  della terza
pista, del Piano  cave, della cementificazione  del territorio e  alla raccolta delle firme per una  legge "rifiuti zero", in sala  Lodi, piazza   della  filanda.
Apre la  serata  Gaviani e, da par  suo, riassume quello che saranno i temi  della
serata, poi inizia  Girardi  e,  con quel suo modo elegante di parlare e nel contempo  lucido   e asciutto, accattivante, che  rende  dolce il  passare  del tempo, ci illustra il   mostruoso  Masterplan.
Poi la Giuliana ci  parla del verde  della  Lombardia in modo affannoso  e
coinvolgente  che, se   non  era che  era tutto chiuso( a Buscate  non c'è neanche un distributore  di benzina),partivo per  altri  lidi  meno cementificati.
Una bella sera.
Avrei  visto volentieri  qualche  rappresentante della   Amministrazione, considerato  che la  loro scolarizzazione in materia è molto  scarsa, e, mi spiace
dirlo, anche  qualcuno di Legambiente,  così, per conoscerli, per sapere  se esistono.

giovedì 6 giugno 2013

sentenza Cucchi

La  sentenza Cucchi nessuno  riesce a  digerirla, nessuno.
Le  sentenze  vanno  però accettate, e allora andiamo  a vedere il perché  di  questa  sentenza. E   il perché  è presto  detto: le carceri sono gestite da una forza  militare (il Direttore è una figura  amministrativa, se  deve  visitare un detenuto deve  chiedere  il permesso   al Commissario, così  è chiamato  il  Comandante,che concede la visita )
e la  trafila  di un ordine è, o la fanno  diventare, lunga  che non si riesce a individuare    chi è il trasgressore.
La  Sentenza  giusta era: non riuscendo  a  individuare il  colpevole nessuno è
colpevole.