giovedì 11 luglio 2013

brutt e bun

80 g. di  polvere  di biscotti
80 g.  di farina   bianca
120 g.  di zucchero
25 g.  di burro
8 g.   di cannella  in polvere
60  g. mandorle  tritate grosse
60 g. d'arancio  candido  a pezzetti
1 uovo intero e 1  tuorlo

Impastare, formare due  bastoni ( come piccole  baguette) infarinarli  e metterli
 su un foglio di carta  forno, a forno  caldo, 15  minuti.
Tagliarli   di sghembo  mentre  sono ancora  tiepidi.

Tre quattro  bottiglie  di  Fragolino bianco  accompagneranno  degnamente.

RICORDI

I ricordi  più forti  che ho del Cortile  sono i buoni  odori, che vincevano sui  cattivi ai quali ti abituavi, ma l'odore  della rustida di quando ammazzavano il maiale odore  che riempiva  anche i cortili  vicini e tutta  la  Cuntraà, e più intimo, l'odore  del cafféllatte  del mattino, o del pane al  venerdì, ce li ho dentro, indimenticabili.

mercoledì 10 luglio 2013

ME MAMA


pena che in ciel la prima stela

ai grii in la sces ga fea l'ugen

me mama i man 'l so cadrigen

l'andea a satas fueora in cuntraa


'nquascos in scos da craputaa

du scalfaroti o 'n por scalfen

cunt il Rusari e 'n quai mantin

sataa i cuntraa isci da par le



tut'una scusa il freschetu

per sta partà a muginaa

i so cruzi e'l so da pensà

me fa 'nda  inanzi la ca



con l'omm tarlis e banduria

i fioue batusi e lasagn

pufi e figur a cavagn

sem'mu ne mai tirà 'l fiaa



ades che d'acqua ne pasa

insuta ai punt del vilures

quan sentu un grii cantà in la sces

Mà ta suvegnu e g'ò 'l magun



nisun ta dai una medaia

o Mà par tul qui ann ca canaia

che strafutenta cuaà trasaa

noen i to da ti t'um fa pasà



des che anca mi roa ca gira

ta so i bei bosciar c'al var

tia grandi i fieou sarà 'l caldar

dumà cul sudur di me brasc



quan che anca mi giò da corda

ta ù a sfuga il goss dré a la scies

Mama mé ciar che in cuntraà

crist'a sei lì a caragnà

Collettivo  Ticino  Riva  Sinistra

testo  Nino Iomini


Musicata  da Vittorio

 
Nino  Jomini
 

proverbio

Un vecchio  proverbio  milanese  diceva: in cà d'un galantomm comanda  la dona, no l'omm.

AREOPORTI

L'aeroporto di Cameri, dove assembleranno  gli F35 è contiguo alla Malpensa.

martedì 9 luglio 2013

un Aquilone

Un giorno uno disse di fare un'aquilone, altri compagni
si unirono a lui e cominciarono a parlarne e decisero di
farlo.
Decisero di farlo come si usava tanti anni fa,con i legnetti delle “persiane”, il filo di refe, la carta velina.
Decisero di fare un grande aquilone formato da tanti piccoli pezzi.
Decisero di farlo Rosso.
E incominciarono a costruirlo. Cominciò a venire gente a vederlo e dissero: non si fa più così l'Aquilone, adesso si fanno con altre forme, slanciati non quadri e con altri materiali non di legno come questo, e poi vanno abbelliti con delle code di molti colori. E i compagni dicevano loro: abbiamo deciso di farlo così senza fronzoli e di un solo colore. E la gente diceva: non può volare e a nessuno piacerà. Piace a noi, rispondevano i compagni, e continuavano a costruirlo, Quando fu finito risultò di un rosso che non a tutti piaceva, qualche compagno fu urtato da questa gradazione di colore e andò a fare altri Aquiloni con colori meno violenti.

Sebbene brutto e goffo,senza code e disegni, fatto con materiale pesante l'Aquilone cominciò a volare. Piccoli voli di mezz'ora, e la gente che lo vedeva dopo qualche minuto scuoteva la testa e se ne andava. Ma i compagni credevano nel loro Aquilone e lavoravano sempre nella sua costruzione, per loro non era mai finito. Vennero altri compagni e dissero siamo venuti ad aiutarvi. E volevano rifarlo più bello, sempre rosso, ma con i nastri e le code e materiale moderno come tutti li costruivano adesso. Va bene così, dissero i compagni,vola. E l'Aquilone volava e si alzava sempre di più. I primi compagni dicevano: fatene uno anche voi,uno di quelli belli con,le code di molti colori. Noi continuiamo con questo.

Poi ci fu la festa degli Aquiloni e anche all'Aquilone Rosso fu permesso di partecipare.
Per questa occasione fu attaccata all'Aquilone una bellissima coda.
L'Aquilone volò alto nel cielo e adesso la gente lo guardava,e guardava i bellissimi Aquiloni colorati caduti per terra.

Alcuni volavano più alti del Rosso,la coda attaccata all'ultimo momento lo faceva andare un po storto.

Ora sono arrivati altri compagni bravissimi a costruire e far volare gli Aquiloni. I primi compagni sanno però che fino a quando crederanno nel loro Aquilone, l'Aquilone volerà.

 

lunedì 8 luglio 2013

FRANCESCO

A  Lampedusa Francesco  ha lanciato una   corona  di fiori in mare, ed  anche   dei bellissimi discorsi. I fiori li mangeranno i pesci, ma le parole no. non le mangia  nessuno, non sfami  nessun  barcone. Invece di belle parole, Francesco,cerca  di fare  accoglienza, con tutti i conventi  vuoti, chiese inutili, solo la piazza  S.Pietro ( fatta  a braccia  aperte) quante persone può  accogliere ? L'enorme  capitale  dello IOR ( Istituti  Opere  di Religione) a che  serve ?  Io lo so, Francesco,  a cosa  serve, ma anche tu lo sai. Vuoi fare qualcosa  di  bello Francesco? Non parlare più!




Dott. Angelo Caloia, di Castano Primo,per alcuni anni presidente della Banca  Vaticana ma  con il grave difetto  dell'onestà.  Ora è presidente  della Fabbrica  del Duomo  di Milano, lì non c'è niente  da rubare ma  da reperire fondi.
Angelo và a  Londra con tua moglie e i 4  figli, và nel paese della tua famiglia.
Damm a  traa.