mercoledì 19 febbraio 2014

..quelli che "Renzi senza se e senza ma !"

Dalla pagina  28  del libro "Oltre  la  rottamazione"  di  Matteo  Renzi.


Sarà una mia beata ingenuità ma  credo  che  essere  leali non  sia soltanto eticamente  giusto, ma  sia  anche  conveniente. Non è  solo  per  amicizia   personale  verso  Enrico Letta  che  accetterei  di fare il segretario  del PD.
per avere in mano la vita  o la morte  del suo Governo, ma  è anche una questione  di dignità, qui in ballo  non ci sono le  carriere politiche o le  ambizioni ( del tutto legittime, s'intende, di singoli  esponenti  politici.)  Qui in ballo  c'è  l' Italia, che  è il  mio, il nostro paese. Fare il tifo per l'Italia impone  oggi  di fare il tifo per  Letta !

martedì 18 febbraio 2014

EINSTEIN al mercato

e poi, magari la prossima scoperta della penicillina sta nella testa di qualcuno che è troppo povero per continuare ad andare a scuola. la prossima Levi Montalcini annega su un barcone davanti alle nostre coste. il futuro Einstein è saltato per aria, bambino, in un mercato in Iraq. ogni tanto me lo dico. giusto per ricordarmi quanto danno si fa l'umanità nel momento in cui lascia indietro un solo essere umano.


CECILIA   STRADA
 

CASOEULA

Meti in tegam  i cudig e un mes  piscoeu cun una  nus  de buter e cun mesa  scigula taida  fina, mes  bicer  d'acqua, fai sugaa  da l'acqua  e  meti den i  custin,fag ciapà ul  saur,  peou meti den una carotula e una  gamba  da  selar  taia  grusulan, fai  cuos un po' e poeu met  den i vers, che prima  te  fa  scutà un de l'acqua  buienta fouia per  foueia,  a cutura  quasi  fini  doeu  salamin  piscinit.


Tri  quater  butigli  da  Trani  ga  voeuren  per  forsa.


domenica 16 febbraio 2014

Amministrative

A  Castano  i partiti  della  sinistra  riuniti  sotto al  nome  di Giuseppe  Pignatiello ! Se il dott.  Pignatiello ha  questa  capacità  taumaturgica la  sua  carriera  è assicurata ! Vai Giuseppe, vai ! Per  adesso però  rimani a  Castano  che hanno  bisogno  di  te !!!



giovedì 13 febbraio 2014

I PIANTI

I pianti dan la  vita.  Ma dan i fiur, i fruti, l'usigin  che   'l poeu  salvà ul  mundu,
la  carta pà fa i  libar, i giurnai, i legn  da brusaa, i pianti  a  tegnan  su ul ciel, sensa  pianti  ul  mundu l'e  fini.

martedì 11 febbraio 2014

Puesia


Per Agostino



Cume te suridi ai pra

fiuin che te pari un angiarin

te credi che ul mundu

a le un giogu

I fati di castii

I fatin celesti

i fati rumpiball

e Pinocchi con la voia

d'un legn sempar verdi

Lusignolo prufundo che te se

che te buti via

ul lasas andà di grandi parol

Però sa dis che luntan

la fatina scundu

la suta murmurà.



ALDA MERINI

Racconto del lunedì LA BOMBOLA


Ogni tanto si andava in Valsesia, era così comodo un'ora e mezza si era ad Alagna. Alagna la nobile, Alagna la migliore.

Si lasciava la macchina al ponticello e si andava a sinistra fino a fare la lunga scalinata che portava alle baite dove c'era uno yogurt favoloso. In una specie di osteria tenuta da uno strano tipo pieno di barba si beveva un ottimo vino leggero e si mangiava uno yogurt strepitoso. Quel giorno, era una domenica di giugno, noi tre si stava decidendo dove andare e il barbapedana era lì vicino che ci sentiva, ho una proposta da farvi : volete guadagnare 50.000 lire ? Nessuno di noi era interessato, ognuno aveva il suo stipendio e alla domenica ci si svariava andando in montagna,ma per amor di discussione ascoltammo. 50.000 subito prima di partire, dovete portare una bombola di metano al Rifugio Valsesia,  una piccola bombola, guardatela e la sollevò con un dito ,  era piccola davvero, la metà del solito. Una cosa da niente, per tre come voi che possono rovesciare una montagna cosa è una piccola bombola?

Guarda, barba, noi alla domenica ci si diverte, di solito andando in montagna, magari si va al Valsesia  perchè no, ma se ne abbiamo voglia, capito ? Adesso andiamo al Barbaferrero, poi si vedrà cosa fare, magari facciamo la cresta tre Amici, o la Parrot... si vedrà. Ecco la Parrot ! Per andarci dovete passare dal  Valsesia, è sulla strada ! E , cambiando tattica, ci disse : siete gia stati al  Valsesia ? Io ci sono stato, risposi. E come fate a farvi da mangiare, c'è una bombola no ? Accendete il fuoco, vi fate da mangiare e pagate secondo il tempo che avete usato la bombola, no ? Mi diceva guardandomi, si è vero, e cosa c'entriamo noi. Chi le porta su le bombole ? Non ci vanno mica da sole. Comodo usarle ma...poi continuò, non servono solo mica solo a voi gitanti, ci sono anche i professionisti che passano per lavoro, alpinisti in diffìcoltà, gente, non ci siete mica solo voi. Il Giulio perse in mano la bombola, effettivamente... non pesa tanto. Ho anche il porta bombola, guardate sembra una zaino. Il Virginio prese la Bombola, se la mise in spalla e partì, di tre zaini ne facemmo due e partimmo all'inseguimento di Virginio che a buon passo si era distanziato,  se la porta lui non facciamo tanta fatica-dissi-.Il Giulio, pessimista e menagramo-disse- quandu sem rivaa an parlum. Al di là del Sesia si sale su un costone ripido e si arriva al Rifugio Barbaferrero, dove ci fermammo brevemente a salutare la gerente, nostra amica. E salimmo sul lato sinistro del torrente Sesia fino al ghiacciaio sporco, che attraversammo in un ora con grande fatica, la bombola, mano a mano che si andava diventava sempre piu' pesante, facevamo dei turni di venti minuti a portarla e ci sembrava sempre piu' grossa e pesante. Io, personalmente, ha maledetto il Barbapedanna un passo sì e uno no ! Ma non era ancora niente ! Attraversato il ghiacciaio cominciava un tratto di arrampicata lieve ma con dei tratti abbastanza difficili da fare con una bombola in spalla. Decidemmo di tirarla su a tratti di corda di venti metri,e non era una cosa facile perchè peso morto. La prendemmo come una sfida della Montagna, e a madonne arrivammo su', sulla balaustra del Rifugio  Valsesia a guardare giu' su delle isole di ghiaccio e neve appoggiate su un mare bianco.

Il Rifugio era aggrappato alla parete con corde di acciaio che lo mettevano in sicurezza, entravi e c'era un piccolo vano con il fornello e la bombola,un piccolo tavolo per appoggiare il mangiare, poi un lungo stanzonello con dei ripiani di legno per dormire con delle coperte ripiegate ad ogni testa, in fondo un gabinetto con un rubinetto che, se non era gelato, ti potevi lavare la faccia, a guardare nel buco non si vedeva niente perchè era nuvolo.

Sul tavolino appena dentro un libro consunto : il libro del Rifugio che firmammo tutti tre come tradizione, io andai a leggere la pagina di Cino Moscatelli, dove dice di Alfredo di Dio che chiede aiuto da Domodossola. Pura storia Partigiana.

Intanto una nuvola aveva fatto sparire il Sole ed era arrivato il freddo e gelò subito. Fuori dal Rifugio c'era subito un sasso tondo con un filo di gelo da affrontare per scendere. Su quella gobba dovemmo fare subito sicurezza per iniziare la discesa, fu una discesa piu' lunga del previsto, era diventato inverno in mezz'ora. Piano piano andammo verso il piano, non ci fermammo neanche al Barbaferrero a salutare la nostra amica. Arrivammo alla macchina giu' al torrente che era sera. A causa di una bombola.