mercoledì 31 dicembre 2014

Racconto del mercoledì LA BRUGHIERA

                                                                      



Mio padre era tornato dalla Cirenaica con la silicosi, che allora era irreversibile, è rimasto qua ancora due anni, nel '51 è morto. Nei due anni che è rimasto qua, mi portava con se in Brughiera a fare le scope, scopini scopette. Erano tre tipi di scopa,con tre tipi di brugo. E andava a venderle in giro. La conoscevo la Brughiera, conoscevo i tipi di brugo,gli animaletti che ci vivevano, i fiori, le erbe. Io preferivo andare al Marinone e cercare i gamberi, quelli grigi che a farli cuocere diventano rossi, o i Temoli, pesci Persici, ma anche le Tinche da fare in umido pescate con le mani nelle lanche, ma per fare soldi , i soldi ci volevano per le medicine, si andava in brughiera. Dov'è andata la brughiera ? Quella dove andavo io non c'è più distrutta dall'Arnetta che, come Attila dove passa lei non cresce più un filo d'erba. Io la sento la mancanza della Brughiera, dei miei anni giovani,delle scope scopini scopette. Gli anni si sa non ritornano,vorrei ma non si può.

Ma anche la Brughiera non torna. Se si lasciava nel suo brodo come era adesso? Sarebbe stata splendida ! Con le radurine di erba fine,con i fiori,ogni stagione fiori diversi, con i frutti, piccoli ma buoni. E le farfalle,ma tante proprio tante. Quanto costa una Brughiera ?

Una Brughiera non costa niente perchè non ha prezzo. Ci sono cose che non si possono comperare. Quanto costa un Arcobaleno ? E un cielo stellato ? Ecco la Brughiera è un cielo stellato.


martedì 30 dicembre 2014

capudann


                                                                   


Da me zia 'n dul 52

a gheu vint'ann

sota a ghea 'na usteria ca la vindea i bigliti da la Curiera

par l'ultam da l'ann l'ea pin da genti pà festegià

do tusaneti ma sean tacà e sutean ridi

bei par l'età ma ridean tropu

riesiu nò a parlà seu no se dì

a mesanoci man basà tucc e do insema

pareu vun ca l'ea rivaa primm

e ma seu ecità

e dopu in leciu riesiu no a durmì

lunedì 29 dicembre 2014

al sabu



                                                             


Al sabu sa fea 'l bagnn

l'acqua da a calderéta e d'un pàdalotu gross

buii 'n su la stùa

den in 'ndu sidel dul carbùn risciaquà

sidel in man sa fea tuta la ringhera fin in fundu

pà ciapà la scala ca la 'ndea giò in mesu a la curti

sa traversea la curti pà 'ndà in da la prima stala dopu ul purtun

lì feu 'l bagnn

un mastel voeui miteu den l'acqua e la slungheu cun una sidela da fregia

'u deu den in pee ma insaunau e ma sciaquau in un atìm

voeuieu ul sidel in tera e

esendu prima una stala l'acqua la 'n dea via dul scaricu in mesu

sa l'ea nò invernu

n'à canotiera e culzuniti corti

e in deu in caa a vistis

giovedì 25 dicembre 2014

I CULUR


 

                                                            

i'na sira isci d'Autun

ca 'l vegn scur prestu

i culur sbusan anca ul scur

vignù scur ta par da videi anmò

i culur d'Autun inn den 'nda l'aria

poeu l'invernu i a masa

però van a durmì nisun i a ferma

den la buscaglia ca la tegnn i ultam culur

a ghé i culur de un oltr'ann

la baraca in mesu al buscu la ga denn

i culur da la sucietà da l'ambienti

culur vigi

'l culur dul fen dul frumentu dul praa da l'acqua dul Tisin

ul biancu da la nee

di castegn di pomm

ul russ di Zizurliti di papavar

di fiurdalis

in baraca ghe tutt i culur dul mundu

den tuci in una baraca da lamera in mesu al buscu.

martedì 23 dicembre 2014

Racconto del mercoledì Natale 43



                                                                          
Mi dovevo alzare. Faceva molto freddo ma mi dovevo alzare per pisciare. Per fare in fretta pensai tutti i movimenti da fare,dove erano i vestiti e le scarpe il berretto e la sciarpa. Mi alzai con fatica, velocemente mi vestii senza legare le scarpe, passai fra il tavolo e l'armadio,che tutte le volte che si doveva aprire si doveva spostare il tavolo contro la stufa,tanto non era mai accesa. Passai tra il lavabo e la petenueus, aprii la porta e uscii nella nebbia. Dopo la porta c'era subito la scala che andava giù ripida e arrivava fra i mucchi di neve.

Eravamo in un locale di mio zio in fondo al cortile sopra la stalla vuota perchè

di animali non ce n'erano più.

Pisciai sulla neve, nel buco giallo della volta precedente. Era bello pisciare sulla neve. Tornai infreddolito su in casa,. Fra i mobili accatastati si vedeva in fondo la finestrella con i fiori di ghiaccio.

La mamma mi aveva preparato una scodella di caffè latte e, visto che era Natale ci aveva messo un cucchiaio di zucchero. Cercai di mangiare piano,come è buona regola quando è poco per farlo durare di più, ma presto finì.

Mi svestii velocemente e entrai nel lettone,dove c'era la mia sorellina di 4 anni che dormiva profondamente, al caldo, e mi accucciai contro.

lunedì 22 dicembre 2014

bun Natal


                                                                                


In qui dì  chi

la puertà la da fastidi

na bela taulada cui parenti

sa poeu nò ruinala cun i penser bruti

da che mundu l'è mundu 'l sa pasa cui parenti

bruti o bei

'na voeulta a un puaretu tuci i cà a ian verti

nò dumà a Natal ma tuci i dii

un bucer da bragioeu e 'na supa da pan giald la truea ogni dì

bun Natal bun Natal

'na ca cul fuoegu 'n dul camin la truea sempar

bun Natal bun Natal

da porti verti ga ne poeù

tuci difendan la so puertà

ogni puaretu al sa difendi da quel ca vegnn da dree

bun Natal bun Natal

an vansaa ul diritu da piangi

e ca piangi ben me loeur a ghe nisun

domenica 21 dicembre 2014

Niguarda

                                                                                                                                                      

l'omm cul caretin 'l vusea gelati

quel cun l'urganin al ghea 'na Scimia liga me 'n can

e 'l fea giraa la manuvela

nun 'n sul Seves giugheum 'n sui spundi cume i Pirati da Mompracem

cul coldu 'n deum suta l'entrada

'n dua curea 'n po' d'aria

me Mama sul curidur la ma dea acqua e limun

la purtinara la vusea sa feum bacan

'n dua te sé Niguarda